Big blind a 12 big blind contro l’all-in dello small blind: con cosa chiamare
Il range di call GTO del big blind a 12 big blind davanti all’all-in dello small blind, dopo il fold del bottone, in uno Spin & Go: mano per mano.
- Call · 31,3%
- Fold · 68,7%
Il big blind con 12 big blind, davanti a un all-in, in uno Spin & Go a tre giocatori. Il bottone ha passato e lo small blind è andato all-in: la scelta è fra chiamare e passare. Il piatto vale 13 big blind. La griglia mostra la strategia di equilibrio (GTO) calcolata sull’albero preflop completo del formato, non su un gioco ridotto a due mosse: in equilibrio il big blind chiama con il 31,3% delle combinazioni e passa con il 68,7% delle combinazioni.
La chiamata copre il 31,3% delle 1.326 combinazioni: 59 mani su 169 lo scelgono più spesso di ogni altra azione. Le mani che chiamano sempre: 22+, A2s+, K6s+, Q9s+, J9s+, T9s, A2o+, K9o+, QTo+. Le più redditizie per EV sono AA, KK, QQ e JJ.
Il fold copre il 68,7% delle combinazioni ed è l’azione più frequente per 110 mani su 169. Davanti a un all-in il fold vale esattamente zero, mentre la chiamata vale l’equity della mano contro il range di chi ha spinto meno la puntata da pareggiare: le mani passate sono quelle sotto la soglia di equity che le pot odds richiedono.
3 mani hanno una strategia mista, cioè si giocano in due modi con frequenze precise: per esempio Q8s (chiamata 98,8%, fold 1,2%), JTo (chiamata 59,6%, fold 40,4%) e K8o (chiamata 82,6%, fold 17,4%). Non è indecisione del solver: è ciò che rende la strategia non sfruttabile, perché nessuna mano dichiara da sola quale azione porta. A un tavolo vero si può semplificare scegliendo l’azione più frequente, con una perdita di EV quasi sempre trascurabile.
Il confine fra giocare e passare: le mani più deboli che si giocano ancora sono JTo (chiamata, 0,00 bb), K8o (chiamata, 0,00 bb), Q8s (chiamata, +0,01 bb), QTo (chiamata, +0,16 bb) e K6s (chiamata, +0,19 bb); le più forti che si passano sono K5s (chiamata varrebbe −0,05 bb), J8s (chiamata varrebbe −0,12 bb), T8s (chiamata varrebbe −0,19 bb), 98s (chiamata varrebbe −0,27 bb) e K7o (chiamata varrebbe −0,27 bb). In tutto 3 mani stanno entro 0,05 big blind da quel confine, e sono quelle che una lettura dell’avversario può spostare da un lato o dall’altro: le mani lontane dal confine si giocano allo stesso modo contro chiunque.
Come si legge la griglia: le coppie stanno sulla diagonale, le mani dello stesso seme sopra (per esempio AKs), quelle di semi diversi sotto (AKo); ogni cella è divisa in segmenti colorati proporzionali alla frequenza di ciascuna azione, e passando sulla cella si leggono frequenza ed EV di ogni scelta. L’EV medio del range a questo nodo è +0,74 big blind.
È l’equilibrio, non la mossa migliore contro un avversario preciso: contro chi passa troppo davanti a un all-in si spinge più largo di così, contro chi chiama troppo più stretto. Le tabelle servono a sapere da dove si sta deviando. La struttura con l’ante ha una griglia a sé, con range un po’ più larghi, e la variante con stack asimmetrici (uno dei tre giocatori corto) un’altra ancora: sono nel visualizzatore, insieme a ogni altra profondità e a ogni nodo successivo a questo.
Questo è uno dei 24 nodi pubblici: nel visualizzatore delle tabelle (gratis, con un account) si apre esattamente questo spot, con l’EV di ogni mano, ogni altra profondità e ogni nodo successivo; l’allenamento preflop propone proprio queste decisioni; le guide spiegano il push/fold e la strategia Spin & Go per intero.
Domande frequenti
Quante mani chiamano l’all-in dal big blind a 12 big blind?
La chiamata copre il 31,3% delle combinazioni, 59 mani su 169. Sembrano tante perché una parte delle fiches è già nel piatto: le pot odds richiedono meno equity di quanta ne suggerisca l’istinto, e il fold vale zero.
Quante mani si passano in questa situazione?
Il fold copre il 68,7% delle combinazioni. Sono le mani che contro il range di chi ha spinto non raggiungono l’equity richiesta dal piatto.
Vale anche per i Twister e per le strutture con l’ante?
Il Twister è lo stesso gioco a tre con un altro nome: la griglia vale. La struttura con l’ante ha invece una tabella propria, con range un po’ più larghi perché il piatto iniziale è più grande; nel visualizzatore ci sono entrambe, a ogni profondità.