Bankroll e varianza

Bankroll per gli Spin & Go: quanti buy-in servono davvero

«Quanti buy-in servono» è la domanda con la risposta più scomoda: non ne esiste una valida per tutti, e chi te ne dà una secca sta tirando a indovinare. Il fondo che ti serve dipende da quanto sei più forte del campo, dalla struttura dei moltiplicatori della sala dove giochi e da quanto sei disposto a perdere prima di fermarti. Si può però ragionare sul serio su cosa sposta quel numero, e su come misurarlo invece di ereditarlo da qualcun altro.

Aggiornata il 16 agosto 2026

Perché qui la varianza non somiglia a quella di un torneo normale

Ogni torneo parte con tre giocatori, 25 big blind a testa e livelli che salgono ogni pochi minuti. Prima che venga distribuita una carta viene estratto un moltiplicatore che decide il montepremi: su una sala italiana si va da 2x fino a 12.000x, con un 6.000x sui buy-in più alti. Il tuo risultato dipende quindi da due estrazioni diverse, non da una sola.

La prima è il moltiplicatore, su cui non hai alcun controllo. La seconda è il torneo vero e proprio, che nella grande maggioranza dei casi paga un solo posto: o arrivi primo, o hai perso il buy-in. Solo sui moltiplicatori più alti il montepremi si divide fra i tre giocatori, e su un moltiplicatore intermedio può pagare due posti, ma sono i casi rari: il grosso del tuo volume è winner-takes-all.

Ne esce una distribuzione fortemente asimmetrica: moltissimi tornei che pesano poco e pochissimi che pesano quasi tutto. Anche un giocatore forte perde la maggior parte dei tornei che gioca, e il saldo di un mese dice molto meno di quanto si creda sul livello di chi lo ha prodotto.

La domanda utile non è quanti buy-in, ma quanto puoi perdere restando in gioco

Un bankroll non è un premio: è la quantità di denaro che puoi vedere sparire senza cambiare il modo in cui giochi e senza toccare soldi che servono ad altro. Formulata così, la domanda ha una risposta misurabile: dato un certo vantaggio e un certo volume, qual è la probabilità di arrivare a zero prima che il vantaggio si veda?

Quella probabilità non è mai zero. Puoi renderla piccola, e il prezzo che paghi per renderla piccola è giocare a un limite più basso di quello che ti piacerebbe. Chi ragiona per regole salta questo passaggio e sceglie un numero perché lo ha sentito dire, senza sapere a quale rischio corrisponde quel numero per il suo gioco.

Il poker con soldi veri comporta un rischio economico reale, e nessuna gestione del bankroll lo elimina. Serve a un'altra cosa: evitare che una serie negativa perfettamente normale chiuda il progetto prima che tu abbia abbastanza dati per capire se stavi giocando bene.

Il tuo vantaggio si misura contro gli avversari più il rake

Il rake in questo formato è nell'ordine del 7-10% a seconda del buy-in, e viene tolto da ogni montepremi. Il tuo vantaggio quindi non si misura contro gli avversari e basta: si misura contro gli avversari più la commissione. Molti giocatori che battono il tavolo non battono il tavolo più il rake, e non se ne accorgono per mesi perché la varianza copre la differenza.

Il legame fra margine e bankroll è più duro di quanto sembri. Nell'approssimazione standard con cui si calcola il rischio di rovina, a parità di varianza e di rischio accettato, il fondo necessario cresce come l'inverso del vantaggio: se il margine si dimezza, il fondo che ti tiene in piedi raddoppia. È il motivo per cui il rake sposta il bankroll molto più di quanto sposti il risultato di una singola sessione.

Per questo due persone allo stesso limite possono avere bisogno di bankroll molto diversi. Non è una questione di carattere: una delle due ha un margine più sottile, quindi ha bisogno di più tempo perché quel margine si veda, quindi deve sopravvivere più a lungo.

Salire di limite dopo un colpo grosso è il modo più comune di tornare indietro

Quando sali di limite due variabili si muovono insieme, e nella stessa direzione sbagliata. Il tuo bankroll, contato in buy-in, si accorcia di colpo. E il campo che trovi è mediamente più forte, quindi il tuo vantaggio si assottiglia proprio nel momento in cui te ne servirebbe di più.

Il caso classico è sempre lo stesso: qualcuno centra un moltiplicatore alto, si ritrova con un fondo che «basta» per il limite sopra e ci si trasferisce. Quel fondo però non è la prova di un vantaggio, è l'esito di un'estrazione. Qualche settimana dopo è tornato al punto di partenza con meno soldi e con la sensazione di aver sbagliato qualcosa di tecnico.

Se vuoi provare un limite più alto, decidi prima quanti tornei durerà il tentativo e a quale cifra torni giù. Uno shot deciso in anticipo è un esperimento con una regola di uscita. Uno shot deciso mentre sei in corsa è il modo di non ammettere che sei salito senza il fondo per restarci.

Cosa vedi quando simuli il tuo caso invece di indovinarlo

Il modo onesto di scegliere un numero è simularlo. Metti la tua stima di vantaggio, il volume che pensi di fare e il bankroll che hai, e guarda quante delle migliaia di storie possibili finiscono a zero. Poi cambia il bankroll e guarda come si muove quella percentuale: è lì che si vede quanto costa davvero ogni buy-in in meno.

Due cose saltano all'occhio quasi sempre. La prima è che i percorsi restano larghissimi anche su volumi che sembrano enormi: dopo migliaia di tornei ci sono ancora storie in profondo rosso a parità di vantaggio. La seconda è che il rischio di arrivare a zero non scende in modo lineare mentre aggiungi fondi: i primi buy-in in più pesano molto, poi la curva si appiattisce e continuare ad accumulare cambia poco.

Il numero che ottieni non è una promessa: è la conseguenza della stima di vantaggio che hai inserito, e se quella stima è ottimistica lo è anche tutto il resto. Vale la pena rifare il conto con un vantaggio dimezzato e guardare se il fondo che hai regge lo stesso.

Da dove viene la stima del tuo vantaggio, e perché all'inizio non ce l'hai

Il profitto è il dato peggiore da guardare all'inizio, perché contiene i moltiplicatori. Poche centinaia di tornei con un moltiplicatore alto centrato raccontano una storia; gli stessi tornei senza quell'estrazione ne raccontano una opposta. In mezzo, la bravura non è cambiata.

Un indicatore più stabile è la frequenza con cui arrivi primo, perché non dipende da quale moltiplicatore ti è uscito. Con tre giocatori e un montepremi che quasi sempre va tutto al vincitore, la soglia di pareggio sta poco sopra un terzo dei tornei: il rake alza quel terzo di qualche punto, e la distanza fra quella soglia e la tua frequenza reale è il margine su cui stai costruendo tutto il resto.

Il conto resta approssimato, perché sui moltiplicatori che pagano più di un posto una parte del valore arriva dal secondo e dal terzo posto. Sul volume dei primi mesi trattalo come un'indicazione grezza e non come una misura: serve a capire se sei lontano o vicino alla soglia, non a fissare il bankroll al decimale.

Finché quella stima è incerta, il bankroll giusto è quello che regge anche l'ipotesi pessimista. Non è pessimismo: sbagliare in un verso ti costa tempo, sbagliare nell'altro ti costa il progetto, e ricominciare da zero costa molto più del limite che ti sei risparmiato.

Le decisioni si prendono da lucidi, non dentro la serie negativa

Nessuna di queste abitudini sostituisce il calcolo, ma sono ciò che lo rende applicabile. Servono a togliere le decisioni dal momento in cui sei meno lucido, cioè dentro una serie negativa, quando ogni scelta sembra urgente e la voglia di rientrare in fretta spinge esattamente nella direzione sbagliata.

L'ultima verifica non è aritmetica ma comportamentale. Se ti accorgi che stai giocando in modo diverso perché hai paura di perdere quella somma, il limite è sbagliato a prescindere da quanti buy-in dice il foglio di calcolo: un fondo profondo sulla carta che però ti fa esitare in una decisione marginale non sta facendo il suo lavoro.

  • Fissa in anticipo la cifra alla quale scendi di limite, in numeri, non «quando mi sembrerà il caso».
  • Tieni il fondo di gioco separato dal denaro che ti serve per vivere: se le due cose si toccano, il numero di buy-in che hai in mente è finto.
  • Conta i buy-in, non gli euro: salendo di limite lo stesso saldo diventa un fondo più corto.
  • Rivedi la stima del vantaggio ogni tanti tornei, non dopo una sessione buona o cattiva.
  • Decidi prima quanto dura uno shot e a quale cifra rientri.

Da qui puoi continuare con gli strumenti della scuola: il simulatore di varianza · le tabelle GTO preflop.

Domande frequenti

Se proprio devo partire da un numero, quale?

Non da un numero: da un rischio. Decidi prima quale probabilità di arrivare a zero sei disposto ad accettare, poi guarda quale fondo corrisponde a quella probabilità con la tua stima di vantaggio e il tuo volume. Chi parte dal numero sentito dire si porta dietro il rischio di qualcun altro, calcolato su un vantaggio e su una struttura di moltiplicatori che non sono i suoi.

Posso usare la stessa regola che applico nei tornei normali?

No, perché qui c'è un'estrazione in più. Il moltiplicatore decide quanto vale il torneo prima che tu giochi una mano, e la maggior parte dei tornei paga un solo posto: la distribuzione dei risultati è più asimmetrica a parità di bravura. Una regola nata su un torneo a molti posti pagati sottostima quanto profonda può essere una serie negativa.

Una lunga serie negativa significa che sto giocando male?

Non lo dimostra, e non lo esclude. In questo formato una serie negativa lunga è compatibile con un gioco corretto, quindi il risultato da solo non risponde. L'unico modo per separare le due ipotesi è rivedere le decisioni: confrontare le mani giocate con la strategia di riferimento e guardare dove ti scosti, invece di leggere il grafico.

Giocare più tavoli insieme cambia il fondo che mi serve?

Cambia il ritmo con cui la varianza si manifesta, e spesso anche il margine. Più tavoli significano più tornei nello stesso arco di tempo, quindi oscillazioni più ampie in giorni e settimane, e in genere decisioni meno accurate su ognuno. Se aggiungendo tavoli il tuo vantaggio si assottiglia, il fondo che ti serve cresce anche se il numero di tornei giocati aumenta.

Cambia qualcosa sui Twister o sui formati con ante e stack asimmetrici?

Il Twister è lo stesso gioco su altre sale: cambiano i moltiplicatori disponibili, il rake e la soglia oltre la quale il montepremi si divide fra più posti, quindi cambia la distribuzione dei risultati e il conto va rifatto sulla struttura che giochi davvero. L'ante e gli stack asimmetrici pesano sulla strategia molto più che sul bankroll.

Meglio molto volume a un limite basso o poco volume a un limite alto?

Volume dove il fondo è profondo. Su un limite in cui il bankroll è corto ogni decisione viene presa con la paura addosso, e i tornei che giochi sono troppo pochi per capire se il tuo vantaggio esiste. Il limite più basso non è una punizione: è la condizione che ti permette di accumulare i dati e le ore che servono.

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