Small blind a 10 big blind contro l’all-in del bottone: con cosa chiamare
Il range di call GTO dello small blind a 10 big blind davanti all’all-in del bottone, con il big blind ancora da parlare, in uno Spin & Go a tre: mano per mano.
- Call · 19,2%
- Fold · 80,8%
Lo small blind con 10 big blind, davanti a un all-in, con un giocatore ancora da parlare, in uno Spin & Go a tre giocatori. Il bottone è andato all-in e il big blind deve ancora parlare: chiamare qui vale meno che chiamare da ultimi. Il piatto vale 11,5 big blind. La griglia mostra la strategia di equilibrio (GTO) calcolata sull’albero preflop completo del formato, non su un gioco ridotto a due mosse: in equilibrio lo small blind chiama con il 19,2% delle combinazioni e passa con il 80,8% delle combinazioni.
La chiamata copre il 19,2% delle 1.326 combinazioni: 39 mani su 169 lo scelgono più spesso di ogni altra azione. Le mani che chiamano sempre: 22+, A2s+, KTs+, QTs+, A7o+, KJo+. Le più redditizie per EV sono AA, KK, QQ e JJ.
Il fold copre il 80,8% delle combinazioni ed è l’azione più frequente per 130 mani su 169. Davanti a un all-in il fold vale esattamente zero, mentre la chiamata vale l’equity della mano contro il range di chi ha spinto meno la puntata da pareggiare: le mani passate sono quelle sotto la soglia di equity che le pot odds richiedono.
1 mani hanno una strategia mista, cioè si giocano in due modi con frequenze precise: per esempio K9s (chiamata 13,7%, fold 86,3%). Non è indecisione del solver: è ciò che rende la strategia non sfruttabile, perché nessuna mano dichiara da sola quale azione porta. A un tavolo vero si può semplificare scegliendo l’azione più frequente, con una perdita di EV quasi sempre trascurabile.
Il confine fra giocare e passare: le mani più deboli che si giocano ancora sono 22 (chiamata, +0,07 bb), A2s (chiamata, +0,08 bb), QTs (chiamata, +0,14 bb), A3s (chiamata, +0,22 bb) e KJo (chiamata, +0,35 bb); le più forti che si passano sono K9s (chiamata varrebbe 0,00 bb), JTs (chiamata varrebbe −0,01 bb), A6o (chiamata varrebbe −0,01 bb), KTo (chiamata varrebbe −0,08 bb) e A5o (chiamata varrebbe −0,09 bb). In tutto 3 mani stanno entro 0,05 big blind da quel confine, e sono quelle che una lettura dell’avversario può spostare da un lato o dall’altro: le mani lontane dal confine si giocano allo stesso modo contro chiunque.
Come si legge la griglia: le coppie stanno sulla diagonale, le mani dello stesso seme sopra (per esempio AKs), quelle di semi diversi sotto (AKo); ogni cella è divisa in segmenti colorati proporzionali alla frequenza di ciascuna azione, e passando sulla cella si leggono frequenza ed EV di ogni scelta. L’EV medio del range a questo nodo è +0,44 big blind.
È l’equilibrio, non la mossa migliore contro un avversario preciso: contro chi passa troppo davanti a un all-in si spinge più largo di così, contro chi chiama troppo più stretto. Le tabelle servono a sapere da dove si sta deviando. La struttura con l’ante ha una griglia a sé, con range un po’ più larghi, e la variante con stack asimmetrici (uno dei tre giocatori corto) un’altra ancora: sono nel visualizzatore, insieme a ogni altra profondità e a ogni nodo successivo a questo.
Questo è uno dei 24 nodi pubblici: nel visualizzatore delle tabelle (gratis, con un account) si apre esattamente questo spot, con l’EV di ogni mano, ogni altra profondità e ogni nodo successivo; l’allenamento preflop propone proprio queste decisioni; le guide spiegano il push/fold e la strategia Spin & Go per intero.
Domande frequenti
Quante mani chiamano l’all-in dallo small blind a 10 big blind?
La chiamata copre il 19,2% delle combinazioni, 39 mani su 169. Sembrano tante perché una parte delle fiches è già nel piatto: le pot odds richiedono meno equity di quanta ne suggerisca l’istinto, e il fold vale zero.
Quante mani si passano in questa situazione?
Il fold copre il 80,8% delle combinazioni. Sono le mani che contro il range di chi ha spinto non raggiungono l’equity richiesta dal piatto.
Vale anche per i Twister e per le strutture con l’ante?
Il Twister è lo stesso gioco a tre con un altro nome: la griglia vale. La struttura con l’ante ha invece una tabella propria, con range un po’ più larghi perché il piatto iniziale è più grande; nel visualizzatore ci sono entrambe, a ogni profondità.