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Tereza Vernerova vince il Battle Of Malta, prima donna a riuscirci

Tereza Vernerova ha vinto il Battle Of Malta, torneo dal vivo da 600 euro di buy-in, ed è la prima donna a imporsi nella storia dell'evento. La giocatrice ceca ha chiuso un campo di 5.367 partenti e ha incassato 162.630 euro, una cifra stabilita da un accordo ICM firmato quando al tavolo erano rimasti in tre.

Fra gli italiani al tavolo finale c'era Rosario Saddemi, che lo ha lasciato al sesto posto con un premio di 32.000 euro.

La giornata decisiva

Vernerova si è presentata all'ultima giornata da leader del chip count, con quasi metà delle chips in gioco. Alle sue spalle c'era proprio Saddemi, secondo nel conteggio a inizio giornata. In fondo alla classifica partiva invece il cinese Lulei Hu, che ha trovato un raddoppio per rimettersi in corsa.

Il primo a lasciare il tavolo è stato lo spagnolo Marco Lopez Coronado, eliminato all'ottavo posto dal greco Marios Kapiris. Poi è entrato in azione l'israeliano Ofer Tadmor, che ha eliminato il georgiano Ivane Khazaradze in settima posizione.

L'uscita di Saddemi è arrivata per mano di Kapiris, alla sua seconda eliminazione della giornata. Il greco però non è andato molto oltre: è stato Tadmor a chiudergli il torneo al quinto posto, e lo stesso Tadmor ha eliminato anche Hu, quarto.

Il deal e il ribaltone in heads-up

Con tre giocatori rimasti, i conteggi raccontavano una gerarchia netta: Tadmor guidava con 117 milioni di chips, Vernerova ne aveva 46 milioni, il britannico James Malatynski 30 milioni. A quel punto i tre finalisti hanno firmato un accordo basato sull'ICM, che ha fissato le cifre dei premi.

Malatynski è uscito terzo, ancora una volta eliminato da Tadmor. L'heads-up è cominciato con l'israeliano in vantaggio, 119,8 milioni contro 74 milioni, ma è stata Vernerova a ribaltare il confronto e a prendersi il titolo. Per effetto del deal, nella tabella dei premi il secondo classificato compare sopra la vincitrice: 175.000 euro a Tadmor, 162.630 a Vernerova.

Questa la classifica finale:

    1. Tereza Vernerova (Repubblica Ceca) – 162.630 euro
    1. Ofer Tadmor (Israele) – 175.000 euro
    1. James Malatynski (Regno Unito) – 124.000 euro
    1. Lulei Hu (Cina) – 62.150 euro
    1. Marios Kapiris (Grecia) – 43.400 euro
    1. Rosario Saddemi (Italia) – 32.000 euro
    1. Ivane Khazaradze (Georgia) – 25.150 euro
    1. Marco Lopez Coronado (Spagna) – 21.150 euro

Perché il secondo incassa più del primo

Un deal ICM non divide il denaro in proporzione alle chips, ma in base al valore che ogni stack ha in termini di premi attesi. Al momento dell'accordo Tadmor aveva 117 milioni di chips contro i 30 milioni di Malatynski, eppure la distanza fra i loro premi, 175.000 euro contro 124.000, è molto più contenuta di quella fra i rispettivi stack.

È la logica del modello: le chips del leader valgono meno, una per una, perché non possono vincere più del primo premio, mentre quelle dello short stack valgono di più perché gli garantiscono comunque l'accesso a un gradino superiore della scala dei premi. Per questo un accordo firmato con un chip leader così marcato può lasciare al vincitore finale meno di quanto incassa chi perde l'heads-up.

Per Vernerova resta comunque un titolo conquistato in un field di oltre cinquemila partenti: un contesto in cui la varianza pesa molto.


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