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Rutgers, AUSTRAC e Lula: giovani, una multa da 260 milioni e il voto in Brasile

Tre notizie, tre continenti, un filo comune: il rapporto fra il gioco d'azzardo e chi lo regola. Negli Stati Uniti uno studio dell'università Rutgers misura quanto e come giocano i più giovani. In Australia un tribunale chiude con una multa di 260 milioni di dollari australiani il fronte aperto dal regolatore antiriciclaggio contro un grande operatore di casinò. In Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, il presidente che aveva da poco vietato il gioco online a livello nazionale, vince la rielezione al ballottaggio.

Lo studio Rutgers sui giovani

La ricerca arriva dal New Jersey, dall'università Rutgers, e si concentra sul gioco d'azzardo giovanile con una definizione ampia di che cosa sia gioco: oltre alle forme tradizionali, il perimetro comprende fantasy sports, criptovalute, azioni rischiose e casinò social.

Il primo dato è quello di portata più generale: oltre la metà dei giovani coinvolti ha giocato d'azzardo nell'ultimo anno. Restringendo alla fascia fra i 13 e i 17 anni, la quota è di circa il 43%. Fra gli adolescenti, il 18,9% gioca almeno una volta alla settimana e il 10,8% rientra nella classificazione di giocatore problematico.

Il poker occupa una posizione defilata. Lo ha giocato nell'ultimo anno il 13,3% del campione; nella graduatoria delle attività è all'11° posto fra i maschi e al 13° fra le femmine. Anche la frequenza è bassa: circa due terzi dei rispondenti gioca a poker al massimo una volta al mese.

Le preferenze dei giocatori ad alto rischio vanno altrove. Secondo lo studio, chi presenta i profili più preoccupanti si orienta verso mercati di previsione, giochi di strada, corse di cavalli, scommesse sugli esports e video poker.

La multa in Australia

Il secondo fronte è australiano. AUSTRAC, l'autorità antiriciclaggio del Paese, accusa Star Entertainment Group di carenze di carattere istituzionale. La vicenda si chiude in tribunale con una multa di 260 milioni di dollari australiani, pari a circa 180 milioni di dollari statunitensi. La cifra è inferiore a quella chiesta dal regolatore, che aveva domandato una sanzione da 400 milioni di dollari australiani.

La decisione tocca da vicino anche il poker dal vivo. Star Sydney, una delle strutture del gruppo, ha ospitato negli anni tappe del WSOP Circuit e del WPT. Il mese scorso la sede ha accolto un festival WPT con un montepremi complessivo di 2,4 milioni di dollari australiani, il cui evento di campionato prevedeva un buy-in da 5.000 dollari australiani.

Sul domani della struttura, però, pesa l'incertezza: un resoconto della stampa locale descrive il futuro della sede come tutt'altro che definito. Non ci sono, al momento, indicazioni su eventuali conseguenze per il calendario dei circuiti che vi hanno fatto tappa.

Il voto in Brasile

Il terzo capitolo è politico, ma con un riflesso diretto sul settore. Lula ha vinto la rielezione alla presidenza del Brasile al ballottaggio contro Flavio Bolsonaro. Al primo turno era stato Bolsonaro a chiudere in testa, con il 47% dei voti, senza però raggiungere la maggioranza necessaria per evitare il secondo turno.

L'esito interessa il mondo del gioco perché Lula aveva recentemente imposto un divieto nazionale al gioco online. La sua conferma alla guida del Paese lascia quindi in carica l'esecutivo che ha firmato quella scelta.

Messe in fila, le tre notizie raccontano tre diversi modi in cui istituzioni pubbliche e ricerca guardano al gioco: la misurazione dei comportamenti dei minori, la sanzione per le mancanze nei controlli antiriciclaggio, la decisione politica di chiudere un intero canale. Per il poker, che nello studio Rutgers risulta un'attività praticata da una minoranza e con frequenza contenuta, il caso più concreto resta quello australiano, legato a una sede che ha ospitato i principali circuiti internazionali dal vivo.


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