Roussos Koliakoudakis vince il terzo evento della PGT PLO Series da 10.000 dollari
Roussos Koliakoudakis ha vinto il terzo evento della PGT PLO Series, il torneo che nel passaggio dai cinquemila ai diecimila dollari di buy-in ha attirato 66 entries su PokerStars. Il montepremi complessivo è stato di 660.000 dollari, con i primi dieci classificati a incassare un premio.
Koliakoudakis si è aggiudicato 198.000 dollari, il miglior risultato in denaro della sua carriera. Alle sue spalle Brevin Andreadis ha chiuso secondo per 128.700 dollari, davanti a Chino Rheem, terzo per 89.100 dollari. Completano i piazzamenti a premio Sean Rafael, quarto per 66.000 dollari, Ariel Mantel quinto per 49.500 dollari, Jeremy Druckman sesto per 36.300 dollari e John Riordan settimo per 26.400 dollari. Nino Pansier ha chiuso ottavo e Richard Gryko decimo.
Il tavolo finale
Dopo il primo giorno di gioco erano rimasti in sei al tavolo finale. Nel corso del secondo giorno Koliakoudakis ha eliminato Sean Rafael, mandandolo al quarto posto, e ha poi superato Chino Rheem al terzo piazzamento in una mano in cui Rheem si è presentato con due coppie ma è stato raggiunto e superato da un doppio paio più alto messo insieme da Koliakoudakis tra turn e river. La finale si è chiusa in heads-up contro Andreadis, con Koliakoudakis avanti quattro a uno in chip al momento della mano decisiva.
Per il giocatore greco si tratta della prima vittoria nella serie PGT. In carriera ha ora superato complessivamente 1,1 milioni di dollari di incassi in tornei, un percorso che include anche un quinto posto in un evento PLO da mille dollari di buy-in al World Series of Poker 2026, valso 106.430 dollari. Il successo nel terzo evento della PGT PLO Series gli vale inoltre 360 punti nella classifica POY della serie.
Il peso della struttura di premi
Con soli dieci posti pagati su 66 entries, la bolla di questo torneo era particolarmente stretta: meno di uno su sei tra i partecipanti ha visto un ritorno economico. È una distribuzione tipica dei tornei ad alto buy-in con field ridotto, dove la varianza pesa meno sul numero di soldi in palio e più sulla differenza tra chi arriva al tavolo finale e chi si ferma un turno prima. Il vantaggio di quattro a uno in chip con cui Koliakoudakis ha affrontato l'heads-up è un margine che, in un torneo Pot Limit Omaha dove i piatti tendono a gonfiarsi rapidamente per la struttura stessa del gioco, lascia comunque spazio a inversioni improvvise: la chiusura in suo favore conferma però quanto un cushion così ampio riduca in pratica il numero di mani in cui l'avversario può permettersi di prendersi rischi.
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