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Nicole Noren racconta l'uscita da ESPN dopo 24 anni e la svolta sulle scommesse

Nicole Noren, giornalista e regista californiana, ha spiegato perché nel 2023 ha lasciato ESPN dopo 24 anni di lavoro. Alla base della decisione c'è la svolta del network verso le scommesse sportive, culminata nel lancio di ESPN Bet in partnership con Penn Entertainment.

Noren ha affidato il suo racconto al Columbia Journalism Review. Il tema, per lei, non è soltanto professionale: la sua famiglia ha conosciuto direttamente la dipendenza dal gioco.

Una storia personale dietro la scelta

Nell'intervista Noren ha ricordato il fratello, morto a Las Vegas tredici anni fa, all'età di 36 anni, senza fissa dimora. È questa esperienza a dare peso alle sue obiezioni sul rapporto fra informazione sportiva e industria del gioco.

Secondo il suo racconto, nel periodo che ha preceduto il lancio di ESPN Bet le sue proposte di inchiesta sui rischi del gioco venivano respinte. Noren afferma inoltre di aver segnalato all'interno dell'azienda che gli interessi commerciali stavano offuscando il lavoro giornalistico.

Il contesto è quello di un network che, in quella fase, aveva integrato in modo sempre più visibile i contenuti legati alle scommesse: quote associate alle partite, uno studio sulla Strip di Las Vegas e sportsbook fisici con il marchio ESPN Bet.

La parabola dell'accordo con Penn

Il progetto che ha accompagnato l'uscita di Noren non è durato a lungo. Nel 2025 Penn Entertainment ha chiuso ESPN Bet, a causa di una quota di mercato giudicata scarsa. ESPN ha poi firmato un nuovo accordo con DraftKings.

Un percorso simile riguarda un altro marchio passato per le mani di Penn. La società aveva acquistato Barstool Sports, per poi rivenderla al suo fondatore, Dave Portnoy. Anche Barstool, a sua volta, ha annunciato un accordo con DraftKings.

La sequenza descrive un mercato in cui i grandi marchi dell'informazione e dell'intrattenimento sportivo cercano partner nel settore delle scommesse, con alleanze che cambiano nel giro di pochi anni. Nel caso di ESPN, la chiusura di ESPN Bet non ha significato un passo indietro rispetto al settore, ma il passaggio a un altro operatore.

La replica di ESPN e la voce di Wembanyama

ESPN respinge le accuse. Il network sostiene che le scelte di business non incidono sul lavoro della redazione.

Nel dibattito sul legame fra sport e gioco è intervenuto anche Victor Wembanyama, che ha dichiarato che non farebbe mai da testimonial ad aziende del settore. Una presa di posizione che si inserisce nella stessa discussione sollevata da Noren: fino a che punto chi racconta o pratica lo sport debba legare il proprio nome all'industria delle scommesse.

La vicenda resta, nelle versioni delle due parti, un confronto fra la testimonianza di un'ex dipendente e la posizione ufficiale dell'azienda. Da un lato Noren descrive proposte di inchiesta respinte e segnalazioni interne sul peso degli interessi commerciali; dall'altro ESPN ribadisce che le scelte di business non incidono sulla redazione.


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