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Negreanu eliminato quarto al WSOP High Roller online con coppia di dieci

Il call di Negreanu al tavolo finale

Al tavolo finale a quattro giocatori del WSOP High Roller online, torneo da 25.000 dollari di buy-in, Daniel Negreanu ha ricevuto una coppia di dieci in big blind. Lo small blind Casimir Seire, chipleader del tavolo, ha rilanciato all-in con l'intero stack. Negreanu ha deciso di callare nonostante la forte pressione ICM della situazione, con tre avversari ancora in gioco e un salto di montepremi significativo davanti a sé.

Seire si è presentato al confronto con queen-nine. Il board è uscito queen-ace-nine-six-eight, completando la mano del canadese... della small blind e chiudendo il torneo per Negreanu, eliminato in quarta posizione.

Il tavolo finale e i risultati

Con l'eliminazione di Negreanu, Erwann Pecheux si è ritrovato terzo con uno stack ridotto a 11 big blind. Fabian Kovalski ha raggiunto l'heads-up contro Seire, chiudendo al secondo posto. Casimir Seire ha vinto il braccialetto e il primo premio da 906.467 dollari. Negreanu ha incassato 415.699 dollari per il quarto posto, mentre Kovalski e Pecheux hanno completato il podio con i rispettivi piazzamenti.

Il giudizio dei pro

La mano è stata ripresa e commentata da alcuni professionisti. Andrea Dato ha dichiarato: «Con questa struttura di premi farei call». Gabriele Lepore ha definito la decisione «Borderline call, meglio callare con le coppie che con A-K», indicando come il tipo di mano tenuta da Negreanu renda la scelta più difendibile rispetto ad altre combinazioni che in apparenza sembrano più forti.

La lettura tecnica

A un tavolo di quattro giocatori con un buy-in da 25.000 dollari, la differenza tra il quarto posto (415.699 dollari) e il primo premio (906.467 dollari) supera il doppio: più del doppio dell'incasso garantito a chi usciva per quarto. In situazioni di questo tipo la pressione ICM spinge solitamente verso il fold anche con mani solide come una coppia di dieci, perché l'eliminazione in quarta posizione è già un risultato economico rilevante e il rischio di uscire senza nulla pesa più della possibilità di salire in classifica.

Chiamare l'all-in dello small blind chipleader significa accettare una varianza elevata a fronte di un salto di montepremi ampio verso le posizioni superiori. La lettura dei pro interpellati conferma che la decisione si colloca in una zona limite: con un range di shove ampio da parte della small blind, le coppie medio-alte come i dieci reggono meglio il confronto equity rispetto a mani come A-K, che perdono valore contro combinazioni basse o medie proprio nei board multi-via come quello uscito in questa mano. È un punto che la teoria del gioco a tavoli corti conferma spesso: contro range molto larghi, una coppia ha più probabilità di restare davanti rispetto a una mano ad alta carta non accoppiata, anche quando sulla carta sembra meno intuitivo.

Il risultato finale, con Seire che converte il chip lead in braccialetto e Kovalski che raggiunge l'heads-up, conferma quanto le dinamiche a quattro giocatori in un torneo di questo livello possano ribaltarsi in una singola mano, specialmente quando lo stack a disposizione permette shove e call che spostano l'intero equilibrio del tavolo finale.


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