Matthew Wantman vince il primo titolo Triton battendo Nick Schulman a Jeju
Matthew Wantman ha conquistato il suo primo titolo Triton aggiudicandosi il $50,000 seven-handed no-limit hold'em disputato a Jeju, superando Nick Schulman nell'heads-up finale.
Il campo e i premi
L'evento, con buy-in da 50.000 dollari, ha registrato 70 entries per 49 giocatori unici, a conferma di un field ristretto ma di altissimo livello tipico del circuito Triton. Il montepremi complessivo ha raggiunto i 3.500.000 dollari. A Wantman è andato un premio da 836.721 dollari, mentre Schulman ha incassato 810.279 dollari per il secondo posto. Sul podio è salito anche Benjamin Tollerene, terzo per 448.000 dollari, davanti al canadese Daniel Dvoress, quarto con 344.000 dollari. Hanno completato la zona premi Danilo Velasevic (273.000 dollari), Danny Tang (213.000 dollari) e la bielorussa Aliaksandr Shylko (168.000 dollari). In money anche il canadese Michael Watson e l'americano Bryn Kenney, entrambi fermati alla decima e undicesima posizione, valse 88.000 dollari ciascuna.
I primi tre posti sono stati occupati interamente da giocatori statunitensi, mentre sei degli undici piazzati a premio arrivano dal Nord America, un dato che fotografa la composizione del field arrivato a Jeju per questa tappa.
Il tavolo finale e l'heads-up
Il tavolo finale si è concluso soltanto in tarda serata del secondo giorno di gioco. Schulman è arrivato all'heads-up da chip leader, ma i due contendenti hanno raggiunto la fase decisiva con chip count praticamente pari, al punto da accordare una divisione quasi equa del montepremi rimanente, lasciando in palio soltanto 30.000 dollari per il vincitore.
Wantman ha raddoppiato già nel primo colpo dell'heads-up, ribaltando l'equilibrio a proprio favore. La mano che ha chiuso il torneo lo ha visto vincere con A♥J♥ contro il Q♠7♠ di Schulman. «Non ho neanche avuto tempo di realizzarlo» ha dichiarato Wantman subito dopo la vittoria, il suo primo titolo in un evento Triton.
Perché l'accordo cambia poco quando gli stack sono pari
Quando due giocatori raggiungono l'heads-up con chip count sostanzialmente identici, come accaduto tra Wantman e Schulman, un accordo che lasci in palio una cifra ridotta rispetto al montepremi totale ha senso matematico: l'equity dei due contendenti in quel momento è quasi identica, quindi dividere quasi alla pari e giocarsi solo una piccola differenza riduce la varianza senza alterare in modo significativo l'aspettativa di ciascuno. In un torneo da 50.000 dollari di buy-in, con premi che superano gli 800.000 dollari per i primi due posti, la scelta di limitare il rischio residuo a 30.000 dollari è coerente con una gestione prudente del bankroll a quei livelli, anche a costo di rinunciare a un potenziale premio più alto in caso di vittoria netta.
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