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Manuel Ferrari guida il tavolo finale a sei dell'EPT Main Event di Barcellona

Al Main Event dell'European Poker Tour di Barcellona sono rimasti in sei a contendersi il titolo, e in testa al chip count del day 6 c'è l'italiano Manuel Ferrari. Il torneo, disputato su PokerStars, ha richiamato 1.823 iscritti e ha generato un montepremi complessivo di 8.841.550 euro, con 271 giocatori arrivati a premio.

Il tavolo finale

Ferrari è arrivato al tavolo conclusivo da chip leader con 16.100.000 di gettoni, pari a 81 big blind, seguito a strettissimo giro dallo spagnolo Jose Criado, fermo a 15.775.000. Più staccati il cinese Xiaosheng Zheng, terzo con 11.200.000, l'olandese Lukas van Eeden con 5.075.000, l'irlandese Michael Dwyer con 4.550.000 e il libanese Nicolas Chouity, ultimo per numero di gettoni con 1.975.000.

A completare i sei rimasti in gioco basta questa fotografia: il gruppo di testa è compatto tra Ferrari e Criado, mentre il resto del tavolo dovrà recuperare terreno partendo da stack più contenuti.

L'eliminazione più recente ha riguardato lo spagnolo Gerard Carbo, uscito al settimo posto durante il livello 32 in una mano in cui Zheng ha chiuso con due coppie contro la coppia di Carbo. Tra i piazzamenti di giornata figurano anche quelli di Toni Kaukua, tredicesimo, e della brasiliana Barbara Akemi, eliminata quando erano rimasti in nove. Al torneo hanno preso parte anche altri italiani ed europei del circuito, tra cui Vasyl Pidhrusnyi, Matas Cimbolas e Joris Rujis.

I premi in palio

La cascata dei premi principali vede il vincitore assicurarsi 1.370.050 euro, il secondo classificato 857.800 euro, il terzo 612.700 euro. Seguono il quarto posto a 471.250 euro, il quinto a 362.500 euro e il sesto, l'ultimo a lasciare il tavolo prima dei cinque finalisti, a 278.950 euro.

La giornata conclusiva del Main Event è iniziata sabato 29 agosto alle 12:30, ora locale, con il gioco ripreso dal livello 32, ciechi a 100.000/200.000 e ante a 200.000.

Cosa significano 81 big blind al final table

Con 81 big blind in cassa, Ferrari si presenta al tavolo finale con margine di manovra sufficiente per giocare in modo aggressivo senza essere costretto a decisioni all-in premature, una condizione tutt'altro che scontata a questo punto di un torneo con field da quasi duemila iscritti. Chouity, all'opposto, con meno di dieci big blind, si trova nella tipica situazione di push-or-fold in cui ogni mano diventa una decisione binaria: entrare in gioco con l'intero stack o attendere uno spot migliore rischiando il blind out.

I salti di montepremi tra un piazzamento e l'altro, dell'ordine di 80-90 mila euro tra un posto e il successivo nella parte alta della classifica, spiegano perché ai tavoli finali di eventi di questa portata il gioco tenda a rallentare rispetto alle fasi centrali: la pressione dell'ICM pesa su ogni decisione, soprattutto per chi ha uno stack medio e deve valutare se rischiare l'eliminazione per scalare la classifica o accontentarsi di salire di una posizione senza sbilanciarsi.


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