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Manjunath Mulinti vince il main event WSOPC di Sacramento

Manjunath Mulinti ha vinto il main event del WSOP Circuit disputato a Sacramento, superando un campo di 599 iscritti al suo secondo tentativo in questo evento. Per lui si tratta dell'undicesima vittoria registrata in carriera e dell'undicesimo cash in questo torneo specifico, oltre che del suo primo braccialetto WSOPC, che gli garantisce anche l'accesso a WSOP Paradise.

Il buy-in del torneo era fissato a 1.700 dollari e il montepremi complessivo ha superato i 900 mila dollari, per la precisione 907.485 dollari, distribuiti sui 90 giocatori arrivati a premio.

Il tavolo finale

Al tavolo decisivo Mulinti si è trovato di fronte anche J.C. Tran, vincitore di due WPT e possessore di due braccialetti, uno dei precedenti vincitori di braccialetti eliminati nel corso del torneo. Tran è uscito in ottava posizione in una mano in cui il suo A-K si è trovato contro le Q-Q di un avversario. Arrivati a tre giocatori, Mulinti, Jesse Stephens e Jonathan Wang risultavano praticamente pari in chip, con Mulinti che ha poi chiuso il torneo con circa 16 milioni di chip al tavolo finale. Alle sue spalle hanno chiuso Stephens, secondo, e Wang, terzo.

Nel corso del torneo sono usciti anche altri giocatori noti: Jeff Platt si è fermato al 62° posto, Casey Sandretto al 78° e Andrew Ostapchenko all'85°.

La classifica dei premi

Questi i piazzamenti principali a premio:

  • 1° posto: Manjunath Mulinti, 172.325 dollari
  • 2° posto: Jesse Stephens, 114.660 dollari
  • 3° posto: Jonathan Wang, 79.490 dollari
  • 4° posto: Dawson Dvorak, 56.090 dollari
  • 5° posto: Henry Acain, 40.310 dollari
  • 6° posto: Andrew Nguyen, 29.510 dollari
  • 7° posto: Bin Duan, 22.010 dollari
  • 8° posto: J.C. Tran, 16.730 dollari
  • 9° posto: Matthew Kramer

La vittoria vale a Mulinti 840 punti nella classifica Player of the Year del circuito, che salgono a 1.187 nel computo stagionale complessivo.

Stack pari e pressione ICM

Quando tre giocatori arrivano al tavolo finale con chip stack praticamente identici, come accaduto a Mulinti, Stephens e Wang, la dinamica del gioco cambia rispetto a una situazione di stack squilibrati. Con masse di chip equivalenti nessuno dei tre può sfruttare un vantaggio dimensionale per esercitare pressione sugli altri due, e le decisioni si spostano verso il calcolo del valore atteso in termini di montepremi, il cosiddetto ICM, più che verso la semplice accumulazione di chip. In questa fase ogni mano giocata a rischio elimination vale proporzionalmente di più rispetto a un torneo con field ridotto, perché il salto di premio tra una posizione e l'altra, come dimostra la differenza fra i 172.325 dollari del primo posto e i 114.660 del secondo, è significativo anche a parità di chip sul tavolo.


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