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Jeremy Ausmus pubblica il suo bilancio nei tornei dal vivo dal 2011

Il giocatore statunitense Jeremy Ausmus ha reso pubblici, in un video pubblicato su YouTube, i propri risultati nei tornei di poker accumulati dal 2011 a oggi. Si tratta di un bilancio limitato ai soli eventi a torneo: non comprende cash game, mixed game, né eventuali swap o vendite di pezzi con altri giocatori.

Secondo i dati diffusi da Ausmus, nel periodo considerato ha disputato 1.434 entries in torneo, vincendone 1.054. Il montepremi complessivo incassato ammonta a 22.807.670 dollari, a fronte di una spesa totale in buy-in di 15.922.376 dollari. Il profitto netto risultante è di 6.885.294 dollari. La percentuale di piazzamenti a premio (ITM) si ferma al 17,85%, mentre il ROI complessivo è del 43,24%.

Ausmus ha scelto di affiancare a queste cifre un ulteriore indicatore, il return on entries, che nel suo caso si attesta al 73,57%. Il giocatore ha dichiarato di preferire questa metrica al più diffuso ROI per misurare il proprio rendimento nel lungo periodo. «Questi risultati non includono cash game o mixed games», ha precisato Ausmus, sottolineando i limiti del dato pubblicato. Presentando l'iniziativa ha anche commentato: «The curtain has been lifted».

Un confronto con altri nomi del circuito

Nel video Ausmus ha citato anche i risultati lifetime nei tornei Triton di altri professionisti, fra cui Isaac Haxton, evidenziando come tra i migliori giocatori al mondo figurino sia vincitori sia perditori netti nel circuito. Sempre nel contesto della trasparenza sui numeri personali, è stato riportato anche il dato di Shaun Deeb per la stagione 2026: un profitto di 90mila dollari ottenuto grazie a sei cashes.

ROI, ITM e return on entries: tre modi di leggere la varianza

I numeri diffusi da Ausmus offrono uno spunto per capire come si leggono i risultati di un professionista di tornei nel lungo periodo. Un ITM del 17,85% su 1.434 entries significa che il grosso del rendimento arriva da una minoranza di piazzamenti importanti, non da una frequenza elevata di cash: è la firma tipica di chi gioca prevalentemente tornei a campo largo, dove la varianza sui singoli eventi resta alta anche su un campione di oltre mille buy-in.

Il ROI del 43,24% descrive il rendimento rispetto al capitale investito in buy-in, ma può essere distorto da pochi risultati enormi rispetto alla massa di entries perdenti. Il return on entries, la metrica che Ausmus dichiara di preferire, rapporta invece il profitto al numero di tentativi giocati anziché al denaro speso: è una misura meno sensibile alla struttura dei buy-in dei singoli eventi e, secondo il giocatore, più rappresentativa della propria capacità di generare profitto torneo dopo torneo.


Contenuto informativo e formativo rivolto a un pubblico maggiorenne. Best Fish Forever è una scuola di poker e non promuove né pubblicizza operatori di gioco.