Il divieto di sponsor di gioco d'azzardo sulle maglie costa 21 milioni di dollari ai club di Premier League
Il divieto volontario introdotto dalla Premier League sulle sponsorizzazioni di gioco d'azzardo sulle maglie da gara ha avuto un impatto economico diretto sui club coinvolti. Secondo i dati riportati, dieci squadre del campionato inglese hanno dovuto cambiare sponsor di maglia a causa della nuova regola, con una perdita complessiva stimata in 21,06 milioni di dollari. A livello di intero campionato, la stima complessiva della perdita legata al fenomeno arriva a 31,03 milioni di dollari.
Le perdite per club
Tra le squadre coinvolte, i dati indicano perdite differenti in base al club. Il West Ham United avrebbe perso 12,46 milioni di dollari, il Wolverhampton Wanderers 9,22 milioni, l'AFC Bournemouth 3,34 milioni e il Nottingham Forest 3,71 milioni. Cifre più contenute per Fulham (2 milioni), Brentford (1,5 milioni) e Burnley (0,8 milioni). La perdita media per club, secondo i dati diffusi, è di 5,17 milioni di dollari.
Un dettaglio segnalato riguarda proprio West Ham United e Wolverhampton Wanderers: le due squadre, retrocesse, avrebbero mantenuto sponsor legati al gioco d'azzardo perché non vincolate dal nuovo regolamento valido per la massima serie. Il Sunderland, invece, non ha ancora individuato un nuovo sponsor principale dopo il cambiamento imposto dalla regola.
Il divieto sulle maglie da gara non ha comunque eliminato la presenza degli operatori di scommesse dal calcio inglese. Quindici squadre su venti in Premier League hanno tuttora un partner ufficiale di scommesse, mentre quattro club mantengono sponsorizzazioni sulle maniche legate a operatori di gioco e tre squadre hanno accordi di sponsorizzazione sull'abbigliamento da allenamento con operatori dello stesso settore.
Lo studio dell'Università di Bristol
A fotografare la persistenza dei riferimenti al gioco d'azzardo nel calcio inglese è uno studio dell'Università di Bristol, che ha contato più di 5.000 riferimenti a scommesse durante la trasmissione live di una singola partita. In media, secondo lo stesso studio, un riferimento compare ogni 20 secondi di trasmissione.
Il dato aiuta a leggere in prospettiva l'effetto reale del divieto sulle maglie: la regola riguarda solo la sponsorizzazione visibile sul kit da gara, ma non incide sugli altri canali attraverso cui il gioco d'azzardo resta presente nel prodotto calcistico trasmesso, dalle sponsorizzazioni su manica e allenamento ai riferimenti verbali e grafici durante la diretta. Un provvedimento mirato a un solo formato di visibilità, come mostrano i numeri, lascia intatta gran parte dell'esposizione complessiva al gioco d'azzardo che accompagna la fruizione televisiva delle partite.
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