Il Congresso Usa discute l'abrogazione della norma fiscale sulle perdite di gioco
Il Congresso degli Stati Uniti ha ripreso il dibattito su una norma fiscale che riguarda il gioco d'azzardo, introdotta l'anno precedente con la One Big Beautiful Bill Act. La disposizione limita al 90% la detraibilità delle perdite di gioco, contro il 100% previsto in precedenza, e due proposte di legge puntano ora ad abrogarla.
Due proposte per cancellare la norma
I deputati Steven Horsford e Max Miller hanno presentato il FULL HOUSE Act, un testo che chiede l'abolizione della norma sulle detrazioni. La House Ways and Means Committee discuterà il provvedimento nei primi giorni della sessione autunnale.
Parallelamente resta in campo il FAIR BET Act, proposto dalla deputata Dina Titus e già introdotto nel 2025 con lo stesso obiettivo. Il testo di Titus è stato inserito in un pacchetto fiscale attualmente in circolazione alla Camera.
Secondo Horsford, la norma attuale produce un effetto distorsivo: un giocatore che chiude l'anno in pareggio, senza alcun guadagno netto, può comunque trovarsi a dover pagare tasse su una parte delle proprie vincite lorde, per effetto del limite al 90% sulle perdite deducibili. «People should not pay taxes on money they never earned», ha dichiarato il deputato.
L'impatto sui professionisti
La questione non è rimasta confinata al dibattito parlamentare. Il giocatore Erik Seidel aveva annunciato nel maggio 2026 una riduzione dei propri impegni agonistici, motivandola con le implicazioni fiscali della nuova norma. Il caso è stato citato come esempio concreto di come la modifica alla deducibilità delle perdite possa incidere sulle scelte professionali di chi vive di gioco.
Che cosa cambia con il 90%
Il meccanismo su cui si concentrano le due proposte è puramente aritmetico, ma ha conseguenze pesanti per chi gioca ad alto volume. Se un giocatore in un anno totalizza vincite lorde per 100.000 dollari e perdite lorde per altrettanti 100.000 dollari, il suo risultato netto reale è zero. Con la vecchia regola, al 100% di deducibilità, le perdite compensavano interamente le vincite ai fini fiscali e non c'era reddito imponibile aggiuntivo da quella voce. Con il limite al 90%, invece, solo 90.000 dollari di perdite risultano deducibili: i restanti 10.000 dollari di vincite diventano reddito tassabile, pur in presenza di un bilancio complessivo in pareggio. Più alto è il volume di gioco, più quella forbice tra vincite lorde e perdite deducibili si allarga in termini assoluti, ed è per questo che l'effetto colpisce in modo particolare chi gioca con grande frequenza, professionisti compresi. È il punto su cui insistono sia il FULL HOUSE Act sia il FAIR BET Act, entrambi diretti a ripristinare la deducibilità piena e a eliminare quella che i proponenti definiscono una tassazione su denaro mai effettivamente guadagnato.
Contenuto informativo e formativo rivolto a un pubblico maggiorenne. Best Fish Forever è una scuola di poker e non promuove né pubblicizza operatori di gioco.