Greg Mueller chiude terzo al Main Event WSOP e incassa 3,75 milioni
Greg Mueller, canadese, ex giocatore professionista di hockey su ghiaccio, ha chiuso al terzo posto il Main Event del World Series of Poker 2026 disputato a Las Vegas, incassando 3.750.000 dollari. Il buy-in del torneo era di 10.000 dollari.
Un tavolo finale in salita e in discesa
Mueller, conosciuto sui tavoli con il soprannome FBT, è arrivato al tavolo finale come quarto in chip su nove giocatori. Il chip leader, Lucas Jumalon, partiva con un vantaggio massiccio su tutti gli altri otto avversari. Nel corso della giornata Mueller è sceso fino a ultimo in chip con sette giocatori ancora in gara, per poi risalire di quattro posizioni e arrivare al terzo posto finale grazie a una hero call decisiva contro il finlandese Lauri Saaskilahti.
Quella risalita, dal settimo al terzo posto della classifica finale, ha avuto un valore economico di 2.250.000 dollari sul totale del premio incassato. Il tavolo finale ha avuto una pausa di tre settimane prima della ripresa, una struttura che ricorda la vecchia formula November Nine.
«It was unreal, I'm still not even really over it», ha dichiarato Mueller a proposito del risultato ottenuto. Al tavolo finale lo sostenevano più di cento persone.
Una carriera in pausa, poi il ritorno
Per Mueller si tratta del 73° cash in carriera alle World Series of Poker, che portano il suo totale di vincite live a 7.300.000 dollari. In carriera ha già vinto tre braccialetti. Prima di questo Main Event non tornava a giocare con frequenza: predilige selezionare i tornei a cui partecipare, dedicando il resto del tempo a golf, famiglia e amici.
Mueller ha inoltre raccontato di aver rifiutato accordi di sponsorizzazione a sei cifre perché le condizioni richiedevano che le patch fossero già applicate prima dell'inizio del torneo. Continua invece a giocare a hockey due o tre volte alla settimana nell'ambito del programma alumni e di beneficenza dei Vancouver Canucks, la squadra con cui ha un legame duraturo: «They always treated me like I was one of them», ha detto a proposito del gruppo.
Perché la risalita conta più del piazzamento
Arrivare ultimo in chip con sette giocatori rimasti, in un tavolo finale dominato da un chip leader con un vantaggio massiccio sul resto del campo, significa affrontare una pressione ICM enorme: ogni mano giocata da corto stack pesa sulla sopravvivenza più che sull'accumulo. Risalire di quattro posizioni da quella condizione, fino a chiudere terzo con una hero call contro un avversario diretto, è il tipo di episodio in cui la lettura della mano conta quanto le carte ricevute. Il salto di valore tra il settimo e il terzo posto, pari a 2.250.000 dollari, mostra bene quanto la struttura dei premi ai tavoli finali premi ogni singola posizione guadagnata, anche quando si parte da distante.
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