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Catania, scoperta una bisca clandestina in via del Bosco: 17 denunciati

Diciassette persone denunciate, quindici giocatori sorpresi al tavolo e un immobile posto sotto sequestro. È il bilancio dell'operazione condotta il 6 ottobre a Catania da Polizia Locale e Carabinieri in un edificio di via del Bosco, dove secondo gli investigatori era attiva una bisca clandestina.

All'interno si giocava a scala quaranta, pokerata e carioca, con puntate in denaro. Per sedersi al tavolo era prevista una quota d'ingresso di 20 euro, e le fiches in uso riportavano valori monetari espliciti: 1, 2 e 3 euro.

Che cosa è stato trovato

Gli agenti hanno sequestrato carte, dadi, sabot e fiches. Accanto all'attrezzatura da gioco sono emersi registri, ricevute scritte a mano e altri documenti che annotavano vincite, perdite e consumazioni: materiale che, nell'ipotesi degli inquirenti, documenta una gestione organizzata e continuativa dell'attività.

In una cassetta metallica c'erano 680,88 euro in contanti. Sono stati rinvenuti anche cinque assegni circolari, per un valore complessivo di 2.320 euro. Il gestore, secondo quanto riferito, non avrebbe saputo spiegare la provenienza del denaro.

Nel locale erano presenti anche alcune VLT, gli apparecchi per il gioco a videoterminale, prive del nulla osta dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e non collegate alla rete telematica. È proprio quel collegamento a consentire il calcolo del PREU, il prelievo erariale unico dovuto sulle giocate: per questo viene ipotizzata un'evasione, e sono in corso accertamenti fiscali. Mancava inoltre la tabella dei giochi proibiti, che va esposta nei locali.

Per le attrezzature è scattato il sequestro probatorio, mentre sull'immobile è stato disposto il sequestro preventivo.

Il quadro nel catanese

L'intervento di via del Bosco non è un caso isolato nella provincia. A maggio, a Randazzo, era stata individuata un'altra bisca, ricavata all'interno di un circolo privato.

I numeri complessivi dei controlli nel catanese restituiscono la dimensione del fenomeno: 22 punti scommesse non autorizzati individuati, 149 apparecchi da gioco sequestrati e altri 55 dispositivi, fra totem e computer, finiti sotto sigillo.

Freezeout e cash game: dove passa il confine

Il caso riporta d'attualità una distinzione che chi gioca a carte dal vivo conosce bene. Secondo l'orientamento della Cassazione, sono tollerati i tornei freezeout, quelli in cui la spesa del partecipante è nota in anticipo: si paga l'iscrizione, si riceve uno stack e, una volta perso, si è fuori, senza possibilità di rientrare. La perdita massima coincide con la quota d'ingresso.

Per il cash game il giudizio è diverso e dipende da due elementi: la possibilità di ricaricare e la certezza delle perdite. Quando le fiches corrispondono direttamente a un valore in euro e il giocatore può rimettere mano al portafoglio durante la serata, l'esborso non è più fissato in partenza e diventa potenzialmente illimitato. In un contesto come quello descritto, una quota d'ingresso di 20 euro non basta quindi a qualificare il gioco come torneo: conta soprattutto se, oltre quella cifra, si potesse continuare a puntare.


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