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Battle of Malta, Makejev chip leader al Day 3 con sei italiani fra i 24 rimasti

Si è chiuso a Malta il Day 3 del Main Event della Battle of Malta Autumn Edition. Dei 158 giocatori che si erano seduti a inizio giornata ne restano 24, e fra loro ci sono sei italiani. In testa al chip count c'è l'estone Anton Makejev con 14.050.000 chip. Il migliore degli azzurri è Alessandro De Michele, sesto nel chip count.

Il torneo, con buy-in da 600 euro, ha raccolto 5.368 entries e un montepremi di oltre 2,4 milioni di euro. Al vincitore andranno 227.835 euro, al secondo 141.250 e al terzo 92.550. Secondo una delle due fonti, ai 24 superstiti sono già garantiti almeno 8.950 euro.

Una giornata da 134 eliminazioni

Il Day 3 ha ridotto il field di 134 giocatori e si è fermato al livello 30, con blind a 100.000/200.000/200.000 e uno stack medio di poco superiore agli 8 milioni.

Una delle mani chiave della giornata ha coinvolto proprio un italiano. Stefano Rege Gianas è entrato con QQ contro AK di Makejev, e un asso al river ha consegnato il piatto all'estone. Con quel colpo Makejev è salito a 14 milioni. Rege è ventiquattresimo nel chip count con 2.275.000 chip.

A ridosso del leader c'è il greco Marios Panagiotis Kapiris, a 13.950.000. Kapiris ha costruito il suo stack anche grazie a un grosso piatto vinto con A9 contro lo spagnolo Maco Lopez Coronado Domingo. Domingo, a sua volta, ha tolto quasi tutte le chip al norvegese Jon Kristian Kyte chiudendo un full house. In un'altra mano Kyte aveva battuto il polacco Jakub Skurzynski: la sua coppia di 8 aveva tenuto contro K10.

La giornata si è chiusa male per Yuri Gornello. Prima ha perso un coin flip con AK contro la coppia di 9 della ceca Tereza Vernerova. Poi ha lasciato altre chip al colore chiuso al river dall'israeliano Shai Arbel. Gornello è uscito in venticinquesima posizione e ha incassato 8.950 euro.

Da segnalare anche l'uscita del detentore del titolo, Cappiello, eliminato da Lulei Hu con un full house.

Il chip count e gli italiani

Questa la situazione per le posizioni di cui le fonti riportano il dettaglio:

    1. Anton Makejev (Estonia) – 14.050.000
    1. Marios Panagiotis Kapiris (Grecia) – 13.950.000
    1. Jakub Skurzynski (Polonia)
    1. Tereza Vernerova (Repubblica Ceca)
    1. Ryan Sweeney (Inghilterra)
    1. Alessandro De Michele (Italia)
    1. Maco Lopez Coronado Domingo (Spagna)
    1. Shai Arbel (Israele)
    1. Lulei Hu – 6.900.000
    1. Gabriele Nuzzo (Italia) – 6.350.000
    1. Vittorio Bevilacqua (Italia) – 3.170.000
    1. Rosario Saddemi (Italia)
    1. Jon Kristian Kyte (Norvegia)
    1. Stefano Rege Gianas (Italia) – 2.275.000

Per lo stack di De Michele le due fonti indicano cifre leggermente diverse, 11.275.000 e 11.270.000. Il suo distacco dal leader resta comunque di poco meno di tre milioni.

Entrambe le testate parlano di sei italiani ancora in corsa. Non concordano però sulla nazionalità di Lulei Hu, indicato in un caso come italiano e nell'altro come cinese. Con De Michele restano in gioco Gabriele Nuzzo, Vittorio Bevilacqua, Rosario Saddemi e Stefano Rege Gianas.

Il Day 4 porterà alla formazione del tavolo finale, che sarà composto da nove giocatori. Sul calendario le fonti non concordano: una indica il Day 4 come giornata finale, l'altra come penultima, con il titolo assegnato il giorno successivo.

Che cosa dicono i numeri

Con uno stack medio di circa 8 milioni e il big blind a 200.000, i 24 rimasti hanno in media una quarantina di big blind. Le situazioni però sono molto diverse fra loro. Makejev e Kapiris viaggiano intorno ai 14 milioni, mentre Rege Gianas ha 2.275.000 chip e Bevilacqua 3.170.000: per gli stack più corti le scelte si riducono quasi sempre a spingere o passare.

Pesa anche la struttura dei premi. Il primo posto vale circa 25 volte il premio minimo di 8.950 euro, e il salto fra secondo e primo posto, da 141.250 a 227.835 euro, è il più ampio della scala riportata. In una fase come questa la pressione sui medi stack cresce. Rischiare l'eliminazione costa molto più che lasciar passare un piatto, e chi ha più chip può sfruttare questa prudenza per mettere pressione al tavolo.


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